Quartu Sant'Elena - Guida Turistica

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.: DA VEDERE
 L'entroterra montano della città fa parte inoltre del costituendo Parco dei Sette Fratelli, un'immensa foresta ricca di sorgenti, cascate, dirupi, sculture naturali in granito, macchia mediterranea e ricchezze floreali di valore inestimabile. È il luogo ideale per passeggiate, escursioni, trekking e avventure emozionanti alla ricerca del rarissimo cervo sardo che vive ancora in quei luoghi. In autunno, stagione prediletta per l'accoppiamento, nelle alte vette della catena montuosa non è difficile udire i bramiti d'amore dei maschi.
 La chiesa parrocchiale di S. Elena ubicata nell'omonima piazza presentava, in una prima fase anteriore al 1596, un impianto planimetrico e un'architettura in parte cancellati e in parte nascosti dagli ampliamenti e dalle modifiche a cui fu sottoposto, mentre è certo che la chiesa era dotata di campanile , innalzato prima del 1650, e di sacrestia realizzata nel 1673.
 Attualmente si presenta a croce latina, con tre navate di cui quella centrale, più vasta e luminosa, comunica con le due laterali tramite archi a tutto sesto dall'archivolto sottolineato da un'esile modanatura a toro e impostati su robusti pilastri cruciformi. Le sue forme neoclassiche sono il risultato dei rimaneggiamenti attuati nella navata e nelle cappelle dell'edificio preesistente e dell'ampliamento di quest'ultimo con l'aggiunta di un ampio transetto cupolato nella crociera e di un vasto presbiterio.
 L'unica parte dell'antico edificio ancora oggi esistente è costituita attualmente dall'Oratorio del Rosario, assegnabile ai primi decenni del '600 e utilizzato come Museo parrocchiale. Questo ambiente, adiacente alla chiesa, è a pianta quadrata, coperto da volta stellare con costoloni modanati poggianti su capitelli angolari con motivi fitomorfi. La parete frontale e quelle laterali sono segnate da altri costoloni che formano archi a sesto acuto. In seguito a recenti e importanti lavori di restauro, l'ex Oratorio del Rosario è stato unito alla chiesa e ne costituisce oggi la Cappella del SS. Sacramento. Vi si accede dalla terza cappella a sinistra attraverso un arco in stile gotico.
 Sia la chiesa che l'oratorio custodiscono numerosi arredi, alcuni anche di grande interesse culturale, tra questi gli arredi marmorei eseguiti da maestri genovesi alla fine del XVII secolo; il fonte battesimale del 1735, il pulpito barocco del 1741, il coro in legno del 1747, la paratora della sacrestia realizzata nel 1773, il paliotto dell'altare del 1775 e le numerose sculture lignee del XVI secolo, custodite nell'attuale sacrestia.
 Chiesa di Santa Maria in Cepola
 La Chiesa di Maria in Cepola fu costruita in un periodo anteriore al 1089, anno a cui risalgono le prime notizie sull'edificio e venne molto rimaneggiata nel corso dei secoli successivi.
 La facciata, l'unica parte dell'edificio ad essere interamente visibile dal cortile nel quale la chiesa si trova, é realizzata in muratura a secco coperta di intonaco, ha il terminale piatto coronato da merli dentati, secondo un uso gotico catalano affermatosi in Sardegna nel XIV secolo e protrattosi per tutto il XVII secolo. La sovrasta un semplice campanile a vela , ad una sola luce dall'arco a tutto sesto, in asse con la finestrella rettangolare e la sottostante porta della stessa forma, ambedue di fattura relativamente recente. Il fianco destro dell'edificio, inserito nel cortile di una delle case confinanti é, in parte in pietrame e malta come la facciata, in parte in bei conci regolari legati da poca malta secondo una tecnica tipicamente romanica. Al centro della muratura é visibile una centina ad arco a tutto sesto che incorniciava una porta attualmente murata.
 Del prospetto sinistro, quasi completamente nascosto dalla costruzione adiacente, é visibile solo la parte alta che presenta caratteristiche costruttive analoghe a quelle del prospetto destro. Entrambi i muri sono stati certamente sopraelevati rispetto ad un primo impianto della Chiesa. Il corpo dell'abside é incorporato nella casa retrostante e il paramento esterno non é visibile perché mascherato da una tramezzatura. Internamente la Chiesa ha una sola piccola navata conclusa ad oriente dall' absidiola semicircolare realizzata in opera quadrata anche nell'archivolto, oggi lievemente ogivale a causa di un recente maldestro restauro che ne ha trasformato l'originaria forma a tutto sesto.
 L'abside, voltata a semicatino presenta al centro una piccola monofora dall'arco a pieno centro e dalla strombatura verso l'interno. Sull'alto dei muri laterali si aprono due semplici finestre rettangolari, simili a quella del prospetto principale. La copertura, in legname, risale a due periodi diversi ben leggibili dalle differenze dell'intradosso. Alle pareti laterali si possono ammirare resti di antichi affreschi, inoltre la chiesa custodisce alcuni simulacri lignei, tra cui quelli seicenteschi di santo Stefano e di santa Anastasia. La chiesa è legata ai festeggiamenti settembrini in onore di Santa Maria Bambina, titolare del piccolo tempio, che culminano l'8 Settembre, giorno in cui la Chiesa ricorda la Natività della Beata Vergine Maria.
 Chiesa di Sant'Agata
 La Chiesa di S. Agata orientata ad est, presenta una modesta facciata a capanna con portale rettangolare, lunettato e sovrastato da un oculo. La muratura è realizzata in pietrame e malta e il tetto, rivestito di tegole, presenta due livelli poiché è più alto nella parte che copre il presbiterio. Il prospetto laterale destro presenta tre cappelle ricavate tra i contrafforti che sostengono la spinta della volta della navata, la loro muratura è uguale a quella della facciata mentre il muro romanico che chiude il corpo centrale della chiesa è realizzato in opera quadrata e coronato da una cimasa di archetti pensili in parte a tutto sesto e a due ghiere.
 Il prospetto sinistro è in parte nascosto dal corpo del convento che vi si addossa inserendo un braccio del chiostro tra i contrafforti per cui è visibile solo la parte superiore del muro, in pietra squadrata, qui però coronato da archetti per la maggior parte a sesto acuto ad una e a due ghiere, alcuni dei quali con l'andamento dell'intradosso seghettato. Nel prospetto posteriore sporge il corpo rettangolare dell'abside, anch'esso ornato da archetti pensili con al centro una finestra in parte murata che era in origine una bifora gotica. L'interno dell'edificio è ad una sola navata con volta a botte scandita da due archi a tutto sesto impostati su mensole.
 Chiesa del Sacro Cuore
 La parrocchia è situata nell'abitato di Quartu Sant'Elena, a sud-est, nella regione denominata "Sa Burra". L'area su cui sorge la chiesa con le opere annesse, compreso il sagrato, è di circa 5.500 metri quadri. Gran parte di quest'area apparteneva a due fratelli, che la vendettero all'allora parroco unico di Quartu S.E., canonico Pietro Sanna, il 21/12/1937 per la somma di £ 7.000, che furono raccolte con l'aiuto dei fedeli del rione. Il predetto canonico, con atto notarile del 25/10/1956 cedette 49.40 are di questo terreno alla erigenda Parrocchia del Sacro Cuore. Altri 400 mq furono acquistati dal parroco e, in fine altri 330 mq donati da una parrocchiana. Nel territorio della parrocchia è compresa la piccola chiesa di Santa Maria di Cepola (fine XI sec. inizio XII sec), posta al confine con il territorio della Parrocchia di Santo Stefano. La Parrocchia del Sacro Cuore è stata eretta canonicamente con decreto episcopale di S.E. Mons. Paolo Botto - Arcivescovo di Cagliari - il 1 Ottobre 1954. Il 5 Dicembre di quell'anno il sacerdote Dott. Cesare Perra, fa l'ingresso come parroco nella nuova parrocchia.
 Il 22 Febbraio 1957, la Parrocchia ottiene il riconoscimento civile con decreto del Presidente della Repubblica Gronchi. Nel Maggio di quell'anno iniziano i lavori per la costruzione del primo lotto riguardante il teatro e la casa parrocchiale. I lavori vengono eseguiti da un'impresa quartese su progetto dell'architetto cagliaritano Ottone Devoto. È il 19 Ottobre del 1957 che Mons. Botto trasporta il SS.mo Sacramento dalla vicina chiesa di S. Efisio nel teatro, che fungerà da chiesa fino al 13 Febbraio 1966.
 Chiesa di S. Pietro in Ponte
 La Chiesa di S. Pietro in Ponte, è inserita nel cimitero comunale, situato a circa 200 m dall'abitato, sulla destra della S.S.125 Orientale Sarda. L'edificio, in base a valutazioni e confronti stilistici può essere datata alla fine del 1200, anche se l'esistenza in questo sito di una chiesa con tale intitolazione è documentata in date molto precedenti. In un documento del 1119 essa figura tra quelle che Guglielmo, arcivescovo di Cagliari donò all'Ordine dei Vittorini ed è inoltre menzionata in un altro documento vittorino del 1164 in quanto oggetto di una controversia. In un successivo documento del 1218 il papa Onorio III ribadì la protezione apostolica per il monastero di San Saturno determinandone ancora una volta le proprietà tra cui anche la chiesetta quartese.L'ultimo documento che ne attesta la proprietà vittorina è del 1338. Dopo questa data, ma comunque non oltre il 1444, rientra a far parte della mensa arcivescovile di Cagliari assieme ai residui possedimenti di San Vittore aggregati al Monastero di San Saturno. In seguito l'edificio cadde probabilmente in abbandono. In un documento del 1599 il vescovo di Cagliari infatti la descrive prima di porta e arredi e ordina agli "obrieri" quartesi di restaurarla attraverso questue. Dalla visita pastorale del 1761 risulta tuttavia che lo stato d'incuria continua.
  Chiesa di San Benedetto
 La piccola e semplice chiesa di San Benedetto, risalente alla fine del XIV° secolo, è ubicata nel trafficato viale Marconi, nel tratto che va dalla parrocchiale di Sant'Elena verso il Cimitero. E' facile non scorgerla, data l'estrema modestia dell'edificio; attualmente è presente un pannello illustrativo, affianco all'ingresso laterale, in cui si trovano notizie sul monumento e che ne facilita l'individuazione. Il tempio ha una facciata a capanna, nella quale si apre l'ingresso principale, con arco ogivale e, poco sopra, un oculo. In cima chiude la facciata un piccolo campanile a vela. L'interno è costituito da un aula rettangolare con la piccola abside semicircolare; sono presenti i simulacri di san Benedetto e santa Scolastica, una balaustra e un pulpito lignei, databili al periodo compreso tra il XVIII° e il XIX° secolo. La chiesa apre nei mesi di Ottobre e Maggio per la recita del Rosario e nel giorno della festa del titolare, l'11 Luglio.