Quartu Sant'Elena - Guida Turistica

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.: QUARTU SANT'ELENA
 Quartu Sant'Elena (in sardo Cuartu Santa Alèni), è un comune di circa 70.000 abitanti della provincia di Cagliari.
 Quartu, come viene chiamata abitualmente dagli abitanti dell'isola, ha un incantevole litorale di 26 km. Dalla famosa spiaggia urbana del Poetto, che la divide e la unisce a Cagliari, agli splendidi arenili di Mari Pintau (chiamato così il "Mare Dipinto" per la sua bellezza), Murtaucci (Il "Dolce Mirto" nel quale ai forti odori del mare si mischia la fragranza dell'arbusto più diffuso dell'isola), Kala 'e Moru (ovvero "Approdo del Saraceno" in memoria delle incursioni dei pirati arabi). Quest'ultima spiaggia si fregia della "Bandiera blu" europea, riconoscimento legato alla qualità delle acque e dei servizi turistici. Identico titolo è stato attribuito anche al porto di Marina di Capitana, sicuro e attrezzato approdo per imbarcazioni da diporto.
 Nel territorio costiero quartese, lungo la strada provinciale che porta a Villasimius, si possono trovare anche località di notevole interesse paesaggistico, quali il litorale di Geremeas, la punta Is Mortorius e l'insenatura di Cala Regina.
 Il nome deriva dalla distanza in miglia romane (in latino ex quarto miliario) da Cagliari alla pietra miliare (Sa perda mulla) posta al centro di Quartu (ex mercato all'aperto) e dal passaggio in questa città dell'Imperatrice Elena (madre di Costantino Imperatore).
 Il colore rappresentativo del comune è bianco verde come la bandiera.
 Con i suoi 70 mila abitanti, Quartu Sant'Elena, è la terza città della Sardegna come popolazione dopo Cagliari e Sassari. E' totalmente agglomerata con il capoluogo, e insieme ai centri di: Selargius, Monserrato, Quartucciu, Elmas, Assemini e Capoterra fa parte dell'Area Metropolitana di Cagliari, di oltre 450.000 abitanti.
 È una delle località più interessanti e complesse della costa meridionale sarda: realtà urbana e rustica ad un tempo, città protesa al mare con un importante entroterra montano. Un centro in movimento, ricco di dinamismo sociale ed economico, tutto da scoprire per il turista che vi si affaccia alla ricerca di luoghi e momenti di svago non stereotipati.
 Fino agli anni sessanta la vita economica della cittadina era incentrata prevalentemente sull'agricoltura, l'artigianato e l'estrazione del sale.
 La vicinanza con Cagliari ha favorito però un'espansione edilizia e di popolazione senza precedenti. In pochi decenni il numero dei residenti è quadruplicato, trasformando quello che era un tranquillo borgo rurale in una moderna città lineare costiera.
 Numerosi sono i nuraghi segnalati nel territorio comunale, quasi tutti in posizione apicale a guardia dei passi in direzione del mare.
 Fenici e Romani arrivarono presto e si insediarono nei punti chiave del territorio, colonizzando l'originaria popolazione isolana che viveva in queste paludi costiere. Proprio dal miliario che segnava il quarto miglio della strada romana che da Cagliari portava verso l'interno dell'isola, la città prese l'attuale nome. Una grossa eredità culturale lasciarono i Bizantini, ma l'attuale struttura urbana del centro storico ricalca in linea di massima la struttura a "fuso" che si afferma nel periodo medioevale.
 Le vicende isolane portarono il borgo sotto il dominio dei militari catalani, dei feudatari spagnoli, degli austriaci e dei piemontesi. Tutti trovarono dimora nel vicino Castello di Cagliari, dal quale sfruttavano con avidità le ricchezze della fertile pianura del Campidano.
 Nel 1793, sulle sue coste viene eroicamente fermato dalle milizie locali un tentativo di sbarco e invasione dell'armata francese agli ordini dell'ammiraglio Troguet.
 Nel 1956 arriva dalla Repubblica Italiana il riconoscimento ufficiale di "Città", e viene aggiunto, per evitare la confusione con località omofone del territorio nazionale, il nome della santa patrona.